Mari (2023) - Bentu Luna

Il nome “Mari” richiama le tradizioni e la cultura del Mandrolisai, esprimendo l'identità del territorio attraverso un vino autentico. Bentu Luna è una cantina che valorizza i vitigni autoctoni e il territorio sardo attraverso pratiche agricole sostenibili e una vinificazione rispettosa dell'ambiente.

Mari (2023) - Bentu Luna

Mari (2023) - Bentu Luna

Tipologia: Vino Rosso

Zona: Italia, Sardegna, Neoneli

Denominazione: Mandrolisai DOC

Vitigno: Cannonau, Monica, Bovale Sardo

Annata: 2023

Cantina: Bentu Luna

Gradazione: 14

La denominazione: Mandrolisai DOC

La Mandrolisai DOC è una denominazione vitivinicola sarda che prende il nome dall’omonima subregione storica della Barbagia, nel cuore della Sardegna centrale. È una delle DOC più identitarie dell’isola, conosciuta per la produzione di vini rossi robusti, speziati e territoriali, frutto di un blend tradizionale di uve autoctone: Bovale Sardo (Muristellu), Monica e Cannonau. La particolarità della DOC Mandrolisai sta nella vinificazione con uve coltivate ad altitudini elevate, su suoli poveri, sabbiosi e granitici, che conferiscono ai vini freschezza naturale, tannini setosi e un’eleganza rustica.

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Chi lo produce: Bentu Luna

Bentu Luna è un progetto vitivinicolo nato a Neoneli, nel cuore della Sardegna, con l'obiettivo di recuperare e valorizzare antichi vigneti ad alberello, alcuni dei quali risalgono al 1905. Fondato da Gabriele Moratti e guidato da Gian Matteo Baldi, il progetto si basa su un approccio umanistico e sostenibile, che prevede la collaborazione con le famiglie locali proprietarie dei vigneti, mantenendo la proprietà nelle loro mani e garantendo al contempo un'equa remunerazione attraverso contratti di affitto a lungo termine. La filosofia produttiva di Bentu Luna si fonda su: Viticoltura manuale e sostenibile: nessun utilizzo di macchinari nei vigneti, solo lavoro umano e animale. Fermentazioni spontanee: utilizzo di lieviti indigeni per esprimere al meglio il terroir. Vinificazioni non interventiste: fermentazioni in vasche di cemento grezzo e affinamenti in botti di rovere usate. Rispetto per la biodiversità: valorizzazione delle varietà autoctone e delle pratiche agricole tradizionali.Il team tecnico è composto da professionisti di alto livello, tra cui l'enologa Emanuela Flore, l'agronomo Giovanni Bigot e il consulente enologico Beppe Caviola.Il Territorio I vigneti di Bentu Luna si estendono tra le regioni storiche del Mandrolisai e del Barigadu, nelle province di Oristano e Nuoro. Queste aree sono caratterizzate da colline granitiche, suoli sabbiosi e un clima influenzato dai venti (da cui il nome "Bentu Luna", che in sardo significa "vento e luna"). Le vigne, spesso di dimensioni inferiori all'ettaro, sono coltivate ad alberello e ospitano una varietà di vitigni autoctoni, tra cui: Bovale Sardo (Muristellu) Cannonau Monica Pascale Cagnulari Carignano Vermentino Barbera SardaI Vini

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La vite di Mari

Cannonau

Il Cannonau è il vitigno a bacca nera più iconico della Sardegna, considerato una delle varietà di Grenache più antiche al mondo. Coltivato su tutta l’isola, si esprime al meglio nei suoli sabbiosi, granitici e calcarei delle zone collinari e costiere, dando origine a vini di grande struttura, intensità aromatica e longevità.

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Monica

La Monica è un vitigno a bacca nera autoctono della Sardegna, noto per la produzione di vini rossi morbidi, fruttati e di pronta beva. La sua origine è incerta, ma si ritiene sia stato introdotto dai monaci Camaldolesi nel Medioevo, da cui deriverebbe il nome. Questo vitigno si adatta bene al clima caldo e ventilato dell’isola, esprimendo vini con bassa acidità, tannini morbidi e piacevoli note di frutta rossa e spezie dolci. Solitamente vinificata in purezza, la Monica viene utilizzata anche in blend per aggiungere rotondità e morbidezza ad altri vini sardi. Può essere vinificata in versione ferma, frizzante o passita, mostrando una grande versatilità.

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Bovale Sardo

Il Bovale Sardo è un vitigno autoctono a bacca nera della Sardegna, tra i più antichi e misteriosi dell’isola. Spesso confuso con il Bovale Grande (di origine spagnola), il Bovale Sardo è invece una varietà geneticamente distinta, autochtona e legata profondamente al Mandrolisai, dove è componente principale della DOC Mandrolisai. Si tratta di un vitigno che dà vini colorati, freschi, tannici e longevi, capaci di affrontare bene l’invecchiamento e di trasmettere la voce aspra e autentica dell'entroterra sardo.

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Mari: il territorio di Neoneli

Neoneli

Neoneli

Neoneli è un piccolo borgo di origine medievale situato in provincia di Oristano, nel cuore della Barbagia del Guilcer, in Sardegna.Inserito tra i rilievi della Barbagia di Ollolai e i territori collinari della Sardegna centro-occidentale, Neoneli rappresenta una delle zone più genuine e meno battute della viticoltura sarda, vocata alla produzione di vini rossi autoctoni intensi e speziati, in particolare da uve Cannonau, Bovale Sardo (Muristellu) e Monica. I vigneti di questa zona sono spesso ad alberello, coltivati su terreni granitici e sabbiosi, a quote tra i 300 e 500 metri, con un clima secco, ventoso e con forti escursioni termiche che garantisce maturazioni lente e grande concentrazione aromatica.

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Clima: Mediterraneo

Altitudine: Media-Bassa Quota (200-500 m s.l.m.)

Suolo: Sabbioso / Limoso

Prossimità geografica: Collinare

Profilo di Mari

Aromi primari: Frutti rossi (lampone, ciliegia), note floreali

Aromi secondari: Spezie dolci, erbe mediterranee, note minerali

Aromi terziari: Accenni di cuoio e tabacco in evoluzione

Note di degustazione: Il “Mari” 2023 si presenta con un colore rosso rubino intenso. Al naso offre profumi complessi di frutti rossi maturi, spezie dolci e note minerali. Al palato è strutturato e avvolgente, con tannini morbidi e un finale persistente e armonico.

Solfitiyes
ConsistenzaPieno, avvolgente
AciditàMedia, equilibrata
TanninoNo
DolcezzaSecco
PersistenzaLunga, con finale armonico e speziato
ColoreRosso rubino intenso
TrasparenzaCristallino
CorpoPieno

Metodi di vinificazione usati per Mari

Fermentazione alcolica con lieviti indigeni

La fermentazione alcolica con lieviti indigeni è una tecnica enologica che valorizza l’autenticità del territorio e l’espressione naturale del vitigno. In questo processo, il mosto fermenta grazie ai lieviti spontanei presenti sulle bucce delle uve e nell’ambiente della cantina, senza l’aggiunta di lieviti selezionati. Questa scelta enologica riflette una filosofia artigianale e sostenibile, che mira a esaltare il carattere unico del terroir.

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Fermentazione spontanea

Il processo di fermentazione spontanea rappresenta una delle tecniche più affascinanti e naturali nella vinificazione, affidandosi esclusivamente ai lieviti indigeni presenti sulle bucce dell’uva e nell’ambiente della cantina. Questo metodo, largamente apprezzato nel mondo dei vini naturali e biodinamici, esalta la biodiversità e il terroir, conferendo al vino un carattere unico e autentico.

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Macerazione delle bucce per 10-12 giorni a temperatura controllata

La macerazione delle bucce per 10-12 giorni a temperatura controllata è una tecnica enologica utilizzata per estrarre colore, tannini e aromi dagli acini, garantendo un equilibrio perfetto tra struttura e finezza aromatica. Durante questo processo, il mosto rimane a contatto con le bucce in serbatoi di acciaio inox o cemento, a una temperatura compresa tra 22 e 28°C per i vini rossi, e tra 14 e 18°C per i vini bianchi macerati (orange wine).Questo tipo di macerazione è particolarmente indicato per vini rossi strutturati, eleganti e longevi, così come per vini bianchi complessi che vogliono esprimere maggiore corpo, mineralità e intensità aromatica, mantenendo freschezza e armonia.

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Fermentazione in tini di cemento

La fermentazione in tini di cemento è una tecnica antica e oggi sempre più apprezzata nella vinificazione, sia per vini rossi che bianchi. I tini in cemento, spesso di forma ovale o tronco-conica, offrono una stabilità termica naturale e permettono una fermentazione lenta e costante, senza l’inerzia termica dell’acciaio né l’influenza aromatica del legno. Il risultato è un vino puro, espressivo e vibrante, in cui il vitigno e il terroir possono emergere senza interferenze. Spesso scelta da vignaioli artigianali o biodinamici, questa tecnica consente una micro-ossigenazione dolce, grazie alla microporosità del cemento, mantenendo però un profilo aromatico neutro.

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Macerazione media (8–12 giorni)

La macerazione media, della durata compresa tra 8 e 12 giorni, è una delle pratiche più diffuse nella vinificazione in rosso, soprattutto per ottenere vini equilibrati, espressivi e piacevolmente strutturati, senza spingere troppo sull’estrazione tannica. Durante questa fase, le bucce dell’uva restano a contatto con il mosto, permettendo il rilascio di colore, aromi, tannini e sostanze fenoliche. Un periodo di 8–12 giorni rappresenta una via intermedia tra i rossi giovani da macerazione breve e i grandi vini da lungo invecchiamento con macerazioni prolungate.

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Metodi di affinamento usati per Mari

In botte

L’affinamento in botte è una delle tecniche enologiche più antiche e significative per la maturazione del vino. Consiste nel lasciare riposare il vino in grandi botti di legno, generalmente rovere di Slavonia o francese, per un periodo che può variare da pochi mesi fino a diversi anni. A differenza delle barrique, le botti hanno una capacità maggiore (da 5 a 50 ettolitri o più), offrendo una micro-ossigenazione delicata e lenta. Questo permette una maturazione graduale, esaltando la struttura e mantenendo l’integrità del frutto, senza che il legno domini il profilo aromatico.

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