Sant’Urbano (2023) - Speri

Nel cuore della Valpolicella, la cantina Speri custodisce una storia affascinante legata al suo vino Sant'Urbano. Questo vino prende il nome da un'antica chiesetta situata nel vigneto Monte Sant'Urbano, un luogo che un tempo era meta di pellegrinaggi. La famiglia Speri, con una tradizione vitivinicola che risale al 1874, ha saputo trasformare questo angolo di terra in un simbolo di eccellenza. Il metodo Ripasso, utilizzato per il Sant'Urbano, è una tecnica che affonda le radici nel passato, quando i contadini ripassavano il vino giovane sulle vinacce dell'Amarone per donargli maggiore struttura e complessità.

Sant’Urbano (2023) - Speri

Sant’Urbano (2023) - Speri

Tipologia: Vino Rosso

Zona: Italia, Veneto, Valpolicella

Denominazione: Valpolicella Ripasso Superiore DOC

Vitigno: Corvina, Rondinella, Corvinone

Annata: 2023

Cantina: Speri

Gradazione: 14%

La denominazione: Valpolicella Ripasso Superiore DOC

Il Valpolicella Ripasso Superiore DOC è una delle espressioni più distintive della Valpolicella, nel Veneto, ottenuto con una tecnica unica che "ripassa" il vino Valpolicella base sulle vinacce dell’Amarone o del Recioto. Questo processo conferisce al vino maggiore corpo, struttura, alcol e complessità aromatica, trasformandolo in un rosso avvolgente, vellutato e molto apprezzato sia in Italia che all’estero. La menzione "Superiore" implica un grado alcolico minimo più elevato (almeno 12% vol) e un periodo di affinamento minimo di 12 mesi, che ne esalta la profondità e la longevità.

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Cosa mangiare con Sant’Urbano

Chi lo produce: Speri

Fondata nel 1900, la cantina Speri è un simbolo della tradizione vinicola veneta, situata nel cuore della Valpolicella. Con una storia che si intreccia con il territorio, Speri si distingue per la sua capacità di coniugare metodi di produzione tradizionali con tecniche moderne, creando vini che esprimono l'autenticità della regione. Tra le etichette più celebri, il Valpolicella Classico e l'iconico Amarone della Valpolicella rappresentano l'eccellenza della cantina. Ogni vino racconta una storia, riflettendo le peculiarità del suolo e del clima, e offre un'esperienza sensoriale unica.

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La vite di Sant’Urbano

Corvina

La Corvina è un vitigno a bacca nera autoctono del Veneto, considerato la varietà principale nella produzione di alcuni dei più celebri vini della regione, tra cui l’Amarone della Valpolicella DOCG, il Recioto della Valpolicella DOCG e il Valpolicella DOC. È caratterizzato da un’acidità vibrante, tannini eleganti e un profilo aromatico ricco di frutta rossa, spezie e sfumature floreali.

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Rondinella

La Rondinella è un vitigno a bacca nera autoctono del Veneto, storicamente utilizzato nei blend della Valpolicella, del Bardolino e dell’Amarone della Valpolicella. Raramente vinificata in purezza, è una varietà complementare alla Corvina, a cui apporta colore, resistenza e freschezza.

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Corvinone

Il Corvinone è un vitigno a bacca nera autoctono del Veneto, spesso confuso con la Corvina Veronese, ma oggi riconosciuto come varietà distinta e autonoma. Apprezzato per il suo contributo a colore, struttura e longevità nei vini, è uno dei pilastri della Valpolicella, soprattutto nella produzione di Amarone della Valpolicella, Recioto e Ripasso. Il Corvinone viene spesso utilizzato in blend con Corvina, Rondinella e altri vitigni minori per ottenere rossi complessi e potenti, ma nelle vinificazioni moderne può essere anche impiegato in purezza o quasi, per esprimere al meglio il suo carattere.

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Sant’Urbano: il territorio di Valpolicella

Valpolicella

Valpolicella

La Valpolicella è una delle zone vinicole più celebri d’Italia, situata nella provincia di Verona, in Veneto, tra il Lago di Garda e i Monti Lessini. È universalmente nota per la produzione di rossi intensi, profumati e longevi, tra cui spiccano il famoso Amarone della Valpolicella, il Ripasso e il Valpolicella Classico. La regione è un mosaico di vallate, colline calcaree, clima mite e ventilato. Questa combinazione favorisce la coltivazione di uve autoctone come Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara, che danno vita a vini che spaziano da eleganti e beverini a strutturati e da meditazione.

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Clima: Mediterraneo

Altitudine: Media-Bassa Quota (200-500 m s.l.m.)

Suolo: Calcareo / Gessoso

Prossimità geografica: Collinare

Profilo di Sant’Urbano

Aromi primari: Ciliegia, Frutta rossa matura

Aromi secondari: Spezie, Vaniglia

Aromi terziari: Cuoio, Tabacco

Note di degustazione: Un vino elegante con note di frutta rossa matura e spezie, tannini ben integrati e un finale lungo.

Solfitiyes
ConsistenzaCorposo
AciditàMedio-alta
TanninoMedio-alto
DolcezzaSecco
PersistenzaLunga
ColoreRosso rubino
TrasparenzaLimpido

Metodi di vinificazione usati per Sant’Urbano

Fermentazione in acciaio a temperatura controllata

La fermentazione in acciaio a temperatura controllata è una tecnica che consente di produrre vini freschi, fruttati e puliti, preservando al meglio gli aromi varietali delle uve.

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Macerazione prolungata (2–3 settimane)

La macerazione prolungata, della durata tra 2 e 3 settimane, è una tecnica tradizionale della vinificazione in rosso adottata per ottenere vini di grande struttura, profondità e potenziale evolutivo. Durante questo periodo, le bucce dell’uva rimangono a contatto con il mosto per un tempo superiore alla media, permettendo un'estrazione più intensa di colore, tannini e composti aromatici complessi. Questa scelta enologica è tipica di vini da lungo affinamento, pensati per esprimersi nel tempo.

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Metodi di affinamento usati per Sant’Urbano

In botte (7–18 mesi)

L’affinamento in botte per un periodo compreso tra 7 e 18 mesi rappresenta un approccio classico ma equilibrato alla maturazione del vino. Le botti grandi, solitamente in rovere di Slavonia o rovere francese non tostato, permettono una micro-ossigenazione naturale, che aiuta il vino a stabilizzarsi, integrarsi e sviluppare un profilo più complesso e armonico. Questo tipo di affinamento è molto utilizzato per vini rossi territoriali e per alcuni bianchi strutturati, che cercano profondità senza l’intensità aromatica che rilascerebbe una barrique.

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Tempo sui lieviti per Sant’Urbano

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